Informazioni turistiche sull' Oltrarno a Firenze

Oltrarno

Il sestiere d'Oltrarno determina la porzione più recente del capoluogo toscano, definitivamente saldata o quella delle origini soltanto con la realizzazione dell'ultima cerchio muraria e contraddistinto do un forte dislivello morfologico tra il lungofiume e il vertice del forte di Belvedere, in passato militarmente strategico e oggi panoramico: lo si arriva salendo coste ripide e tortuose, che anticipano scorci e odori dello campagna situata fuori le muro, Aspetto e funzioni dell'Oltrarno furono migliorate e metà Cinquecento con il trasloco dello residenza medicea in palazzo Pitti, che spinse lo costruzione di lussuose residenze patrizie.
Restano, tuttavia, lembi della più antica preparazione edilizia, raffigurata dalle cose medievali con fronte stretto e sviluppo in profondità. L'artigianato di alto profilo dai gioielli ai mosaici, dalle legature in pelle alla scagliola esibito nello regole solarità di piazza de' Ritti lascia spazio, spostandosi di poche decine di metri, ai laboratori del legno e del ferro disseminati nell'ombra dei vicoli. La prima parte dell'itinerario, da S. Mario del Carmine a S. Spirito e intorno o piazza de' Pitti, si compie facilmente a piedi; per le altre mete è invece raccomandabile ricorrere ai mezzi di trasporto pubblico o all'automobile.

Firenze: S Maria del Carmine

S. Maria del Carmine.
Questa chiesa è tra le mete importantissime del turismo d'arte a Firenze perché contiene la cappella Brancacci, dove Masaccio e Masolino hanno realizzato un ciclo pittorico basilare per il rinascimento italiano. Eretta nel 1268 fu rinnovata tra Cinque e Seicento e rifatta nel 1775 a seguito di un incendio. All'interno, osservarte anche la cappella Corsivi, tra i primi modelli di barocco romano a Firenze.

Cappella Brancacci.
Si apre nel braccio destro del transetto ed è raggiungibile dall'esterno della chiesa. Masaccio e Masolino cominciarono a lavorarvi tra il 1423 e il 1424 su commissione di Felice Brancacci; proseguirono la loro opera fino al 1428, quando Masaccio si allontanò per Roma.
Gli affreschi di Masaccio sono caratterizzati da una spazialità sicura, creata con pieno dominio della prospettiva, i cicli mostrano figure umane descritte con grande realismo e profondità psicologica, plastiche e classicheggianti allo stesso tempo.
Tra i momenti più importanti del complesso pittorico, vanno riferiti la Cacciata dal Paradiso terrestre, che vede Masaccio rompere risolutivamente con la tradizione d'epoca tardo-gotica; il Pagamento del tributo, l'episodio più famoso della composizione; il Battesimo dei Neofiti, con una superba figura di giovane nudo tremante dal freddo; la Guarigione dello storpio e risurrezione di Tabita, dipinta da Masolino.

Piazza S. Spirito.
Nella cortina di semplici case del ‘400 affiorano con vigore l'enormi linee del palazzo Guadagni, eretto nel primo Cinquecento forse su disegno del Cronaca. L'edificio, con imponente loggiato al piano superiore, fu preso come modello per ulteriori dimore aristocratiche fiorentine. In fondo, la semplice facciata settecentesca della chiesa che dà nome alla piazza non fa ipotizzare di trovarsi al cospetto di una delle più grandi esecuzioni del rinascimento toscano.
S. Spirito

Santo Spirito

Questa chiesa fu iniziata nel 1444 da Filippo Brunelleschi e continuata da Antonio Manetti, Giovanni da Gaiole e Salvi d'Andrea: a quest'ultimo si deve anche la costruzione della cupola (1479-80), sempre su progetto di Brunelleschi, mentre il solido e slanciato campanile è opera di Baccio d'Agnolo.
L'interno di S. Spirito è tra le più pure creazioni brunelleschiane, diviso in tre navate da splendide colonne con capitelli corinzi. Riprende e movimenta lo schema di S. Lorenzo (vedi li quartiere di S. Giovanni), inserendo la cupola centrale e prolungando le navate laterali nei bracci minori della crociera. L'altare maggiore (1599-1607) è opera barocca di notevole ricercatezza. In due cappelle del transetto destro spiccano una tavola di Filippino Lippi (1493-94) e un sarcofago marmoreo attribuito a Bernardo Rossellino (1458); il braccio sinistro della crociera ha meglio conservato il carattere originario, con la cappella Corbinelli che è opera giovanile di Andrea Sansovino (1492). Dalla navata si-nistra, attraverso un vestibolo rettangolare chiuso da una ricca volta a cassettoni, opera del Cronaca (1492-94), si accede all'ottagonale sagrestia con membrature in pietra serena, progettata da Giuliano da Sangallo e coperta da una cupola a costoloni e lanterna (1495-96).
Cenacolo di S. Spirito
A sinistra della chiesa è l'ingresso al trecentesco refettorio del convento, con un'intera parete invasa da un grande affresco attribuito all'Orcagna. La sala accoglie una raccolta d'arte dall'età preromanica alla fine del '400, che annovera tra le opere più importanti un altorilievo di Jacopo della Quercia.

Piazza e palazzo Pitti.
I lavori cominciarono nel 1458 sotto la direzione dì Luca Fancelli, ma è probabile che vada ascritto a Brunelleschi la struttura originario, un cubo in potenti bozze di pietra forte, con tre portoni al piano terra e sette finestre ai due livelli superiori. Dopo la morte de committente Luca Pitti la struttura rimase incompleto e fu acquisito dai Medici, che vi si traslocarono da Palazzo Vecchio. Nel 1558 Bartolomeo Ammannati iniziò i lavori di ingrandimento, protrattisi per due secoli senza però deformare la sequenza modulare della facciata fino a creare l'attuale enorme quanto armonica scenografia. Dopo i Medici, il palazzo fu alloggio dei Lorena e infine dei Savoia.

Via Maggio.
L'antica via Maggiore d'Oltrarno era tra le strade aristocratiche della Firenze del ‘500, rappresentata in epoca medicea come aulica scenografia dei cortei ufficiali. Percorrendola in direzione del fiume, tra le splendide dimore che fanno ala, si distinguono il palazzo Zanchini-Corbinelli, il palazzo di Bianca Cappello, palazzo Michelozzi e palazzo Riccsoli-Firidolfi.

Borgo S. Jacopo.
Si dirama, al termine di via Maggio, da piazza de' Frescobaldi, inserito da una bella fontana del Buontalenti. Sulla sinistra alza S. Jacopo sopr'Arno, chiesa datata al X secolo ma più volte modificata, oggi sconsacrata e destinata a manifestazioni culturali; la precede un bel portico romanico a tre arcate.

Costa di S. Giorgio.
Si arrampica sulla collina di Boboli in direzione del forte di Belvedere, prima tra volumi serrati d'impianto medievale, quindi tra ville e muri di giardini. Lungo il cammino ci si imbatte nella medievale chiesa di S. Giorgio e dello Spirito Santo, totalmente riorganizzata all'inizio del '700: al momento è sede della chiesa ortodossa romena.
Il granduca Ferdinando I, che ne affidò il progetto a Bernardo Buontalenti e a don Giovanni de' Medici, per affrontare sia gli attacchi provenienti dall'esterno, sia le sommosse interne.
Al centro del forte si alza la preesistente palazzina di Belvedere edificata nel 1560-70 su progetto di Bartolomeo Ammannati.

Piazzale Michelangelo.
È uno tra i punti più frequentati di Firenze per il suo noto panorama sulla città. Tuttavia il vasto piazzale, ottenuto nel 1875, appare sotto il profilo urbanistico un episodio tutt'altro che felice, per la monumentalità esagerata e per la collocazione stessa, che hanno modificato il leggero equilibrio dello scenario. Il monumento a Michelangelo posto al centro composta da copie in bronzo del David e delle statue dei sepolcri medicei di S. Lorenzo.

Firenze San Miniato al Monte

S. Miniato al Monte.
Unitamente al Battistero di S. Giovanni raffigura il vertice del romanico fiorentino, coronando scenograficamente il monte alle Croci. Sulla facciata della chiesa, realizzata tra il 1018 e il 1207 come basilica benedettina, domina il tema del contrasto cromatico tra marmo bianco e verde, che celebra le proporzioni geometriche dell'edificio. Cinque arcate cieche a tutto sesto producono l'ordine inferiore; quello superiore, risalente al secolo successivo, presenta al centro una finestra a edicola sormontata da un mosaico del ‘200 con Cristo benedicente in trono tra Maria e S. Miniato.
Sopra i nove finti archetti del frontone sono ornate da figure simboliche, collocabili all'inizio del XIII secolo.
Il campanile a sinistra del tempio fu costruito nella prima metà del '500 su disegno di Baccio d'Agnolo. Prima di entrare in chiesa, si osserva, sulla destra, il trecentesco palazzo dei Vescovi appartenente al complesso degli Olivetani; sulla sinistra si apre invece l'ingresso al cimitero monumentale costruito nella seconda metà dell'800, detto anche delle Porte sante.
L'interno di S. Miniato al Monte ha forme essenziali e rigoroso, è coperto da capriate e si articola su tre livelli: cripta, presbiterio e piano principale, fortemente rialzato. Le tre navate sono delimitate dal ritmico alternarsi di colonne e pilastri polistili, congiunti da archi trasversali che poggiano su capitelli classici di recupero o romanici.
Nella navata centrale, il pavimento è abbellito da finissimi intarsi marmorei con figure allegoriche. In fondo si apre la cappella del

Crocifisso di Michelozzo.
A destra del presbiterio è l'accesso alla sagrestia, grande ambiente quadrato con volte a crociera completamente affrescata da Spinello Aretino e dal figlio Parri con il primo ciclo toscano intitolato alle storie di S. Benedetto.
Rientrati nel presbiterio, sulla destra spicca l'altare con tavola cuspidata (capolavoro di Jacopo del Casentino, che lo eseguì intorno al 1320. L'abside è ritmata da sei semicolonne in marmo; nella calotta si ammira un grande mosaico del XIII secolo con Cristo in trono benedicente tra Maria, S. Miniato e i simboli degli evangelisti.
La parte più antica della chiesa è la cripta del XI secolo, articolata su sette navatelle con volte a crociera, sorrette da 36 colonnine abbastanza differenziate tra loro per materiale, lavorazione e disegno dei capitelli.
Ritornati nella navata sinistra, si entra nella cappella del cardinale del Portogallo complesso di architettura, pittura e scultura tra i più simili e meglio conservati dei rinascimento fiorentino. Il progetto si deve ad Antonio di Manetto che s'ispirò alla sagrestia Vecchia di S. Lorenzo.

Foto di Firenze

Davide di Michelangelo (Firenze) Galleria degli Uffizi Campanile di Giotto Basilica di Santa Maria del Fiore Lungarno (Firenze) Palazzo Vecchio