Informazioni turistiche su Santa Maria Novella a Firenze
Lo parte occidentale di Firenze aveva il suo perno urbanistico nell'insediamento domenicano di S. Mano Novella, sorto nel '200 fuori le mura in posizione simmetrica a quello francescano di S. Croce rispetto ai centro cittadino Entrambi gli Ordini cercavano di impregnare di nuova religiosità la vita laica ma i Domenicani, più impegnati
intellettualmente, si fecero interpreti di una cultura elitaria che fece della
chiesa e del convento il perno anche della vita civile e sociale del quartiere.
Questo propensione dottrinale si tradusse anche nella costruzione del complesso
conventuale cosi come nell'iconografia.
Accostandosi all'Arno borgo Ognissanti orbitava attorno alla chiesa omonima e al
convento degli Umiliati, un Ordine di religiosi lori bardi specializzati nella
tessitura della lana, attività che già a metà del XIII secolo divenne la
principale risorsa del rione. Nel quartiere si incontrano altre aree ben
contraddistinta sotto il profilo storico e ambientale: le zona tra S. Maria
Novella e Ognissanti conserva ancora un'impronta medievale, benché rimodellata
nel rinascimento, mentre quella di S. Pancrazio testimonia l'opera di Leon
Battista Albero per la ricca e potente famiglia Rucellai Per la visita del
quartiere, da fare a piedi o con l'ausilio dei mezzi di trasporto pubblico,
vanno messe in preventivo circa due ore.
Piazza S. Maria Novella.
Aperta tra il 1287 e il 1325 per ricevere i fedeli che convergevano alle
prediche dei Domenicani, diventò in seguito scenario di feste e spettacoli, tra
cui il palio dei Cocchi, istituito da Cosimo I nel 1563: ne indicavano le mete i
due obelischi marmorei.
S. Maria Novella.
I Domenicani iniziarono la realizzazione della chiesa nel 1278 su progetto dei confratelli Sisto e Ristoro, cui si alternarono nella direzione dei lavori fa capo Talenti e
Giovanni da Campi, parimenti appartenenti all'Ordine. Attorno alla metà del '300
restava da ultimare solo la facciata, completata a partire dal 1458 su progetto
di Leon Battista Alberti. I precedenti elementi gotici furono rimodellati nel
nuovo linguaggio rinascimentale con risultati di spettacolare armonia.
Invenzione particolarmente riuscita appare, nella parte superiore,
l'inquadramento di una precedente apertura circolare in uno schema tripartito;
originali, quanto imitate in seguito, sono anche le due volute rovesciate ai
lati.
L'interno di S. Maria Novella è contraddistinta da una pianta a croce latina, è
diviso in tre navate da pilastri polistili, con archi e volte ogivali a
crociera: qualità e quantità delle opere che vi sono contenuti rende la chiesa
una tra le più rilevanti raccolte d'arte di Firenze. Nella navata destra, la
tomba della beata Villana è opera dei Rossellino e di Desiderio da Settignano;
in fondo al braccio destro del transetto, sull'altare della trecentesca cappella
Rucellai, è posta una Madonna col Bambino in marmo di Nino Pisano. La cappella
maggiore racchiude invece un celebre ciclo affrescato di Domenico Ghirlandaio.
Nella cappella Gondi, un'architettura in marmi bianchi e neri e porfido rosso
opera di Giuliano da Sangallo inquadra lo stupendo Crocifisso di Brunelleschi.
Alla testata del braccio sinistro del transetto è la cappella Strozzi, con
grandi affreschi di Nardo di Cione, fratello dell'Orcagna.
Museo di S. Maria Novella.
Comprende due chiostri dell'ex convento domenicano e alcuni locali congiunti,
con preziosi cicli pittorici. Dal portale
d'ingresso, a sinistra della facciata della chiesa, si entra al chiostro Verde,
innalzato da fra' Jacopo Talenti che deve il proprio nome alla tonalità
dominante negli affreschi su tre lati del portico da Paolo Uccello, che giunge i
vertici nel Diluvio universale e L'ebbrezza di Noè, contraddistinti dall'uso
innaturale della prospettiva e del colore. Sul lato opposto a quello d'ingresso
si apre il cappellone degli Spagnoli, altra realizzazione di fra' Talenti.
L'ampia aula rettangolare fu totalmente affrescata da Andrea di Buonaiuto e
aiuti con un grande ciclo pittorico che esalta il ruolo dei Domenicani nella
lotta contro l'eresia.
Dal chiostro Verde si entra alla sezione espositiva, dove sono contenuti i
dipinti, reliquiari, arredi e altri oggetti facente parte al complesso
domenicano.
Piazza degli Antinori.
Un dedalo di stradine dai nomi talora suggestivi collega piazza S. Maria Novella
a questo piccolo slargo corrispondente all'angolo nord-occidentale delle mura
romane, che correvano lungo via de' Tornabuoni. Dà il nome alla piazza il
palazzo Antinori, bell'esempio di abitazione signorile fiorentina, innalzato da
Giuliano da Maiano con un accurato cortile porticato.
S. Gaetano.
Documentata già verso il 1050, la chiesa è stata totalmente riorganizzata nel
XVII secolo. L'interno, a croce latina, presenta perciò un raro esempio di
barocco fiorentino, incrementato da un ciclo scultoreo tra i più rilevanti del
Seicento locale. Salvo poche anomalie, risalgono allo stesso secolo anche i
dipinti, tra ì quali si discerne una pala di Pietro da Cortona.
Piazza de' Rucellai
La successione di lussuose vetrine che guida il cammino lungo via della Vigna
Nuova fino a questo slargo triangolare, ideato da Leon Battista Alberti,
assicura un equo preludio alla raffinata eleganza di palazzo Rucellai, innalzato
nella seconda metà del '400 da Bernardo Rossellino su progetto dello stesso
Alberti. La facciata fu la prima in epoca rinascimentale a riproporre la
sovrapposizione classica degli ordini.
S. Pancrazio.
Percorrendo via de' Palchetti e via dei Federighì si arriva a questa chiesa, tra
le più antiche di Firenze ma sconsacrata nel 1808. Dopo un lungo periodo di
abbandono, è stata modificata nel Museo Marino Marini, con una pregiata raccolta
di opere dello scultore e pittore pistoiese.
Palazzo Corsini.
Affacciato sul lungarno omonimo con un profilo insolito per il capoluogo
toscano, suddiviso in tre corpi attorno a una corte, fu innalzato nella seconda
metà del XVII secolo. Al primo piano è la Galleria Corsivi, tra le più grandi
raccolte d'arte private fiorentine, il cui fascino risiede nell'aver mantenuto
il carattere di pinacoteca. La collezione di dipinti è fondata sulla pittura
locale, italiana ed europea del Sei-Settecento.
Chiesa di Ognissanti.
Fondata nel 1251 dagli Umiliati, ha una bella facciata barocca a due ordini,
circondata da un grande stemma di Firenze; la lunetta in terracotta invetriata
sul portale.
Il campanile fu costruito a cavallo fra il XIII e il XIV secolo. Barocco è anche
l'interno, che conserva rilevanti affreschi staccati: Pietà e Deposizione dalla
Croce di Domenico Ghirlandaio, S. Agostino nello studio di Sandro Botticelli, S.
Girolamo nello studio ancora del Ghirlandaio. Dal chiostro si accede all'ex
refettorio del convento, dove si osserva un Ultima cena ad affresco del
Ghirlandaio.
Turismo a Firenze
www.weekend.firenze.it è una piccola guida turistica su Santa Maria Novella nella città di Firenze.
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