Informazioni turistica sul Vino tipico di Firenze
In Italia chi unisce il vino a
Firenze pensa
al Chianti, il vino toscano per definizione, quello che ha reso ovunque
note le colline fiorentine. Ma il Chianti ne esistono almeno quattro diverse
denominazioni. Nell'area di produzione più antica e ristretta, la zona collinare
compresa fra Firenze e Siena, dalla quale il vino ha preso il nome, si produce
il Chianti Classico, altre denominazioni derivano invece dalle tre sottozone
geografiche nelle quali si divide il resto dell'area di produzione della
provincia di Firenze: il Chianti Colli Fiorentini, il Chianti Rufina, il Chianti
di Montespertoli.
Ottenuto mescolando uve di Sangiovese, Canaiolo, Trebbiano toscano e Malvasia,
questo vino assume un colore rubino vivace che invecchiando tende al granato.
L'etichetta Colli dell'Etruria centrale denomina diverse varietà di vini, rosso,
rosato, bianco, novello, Vin Santo, tutti provenienti dalla stessa zona di
produzione del Chianti. Di qualità inferiore al più prestigioso Chianti DOCG,
sono comunque ottimi vini.
Uno dei primi novelli italiani a comparire sulle nostre tavole è stato il
Vinnovo, nato lungo i crinali delle colline di Morzano a Montespertoli dalla
volontà di adattare e rivalutare una vecchia usanza delle campagne. Era infatti
antica abitudine quella di mettere il vino nuovo sulla tavola la sera della
vigilia dei Morti. Oltre al vino appena spremuto, venivano lasciati gli avanzi
della cena e le castagne lesse perché si diceva che i parenti defunti sarebbero
andati a consumare i cibi.
Vin santo.
II Vin Santo è uno dei articoli più antichi e tipici dell' enologia fiorentina e
toscana.
Sembra che il nome derivi dall'essere preparato consapevolmente per dir messa,
ma c'è chi vuole che l'origine risieda nel giorno I ° novembre, cioè quello di
Ognissanti.
I tipi di Vin Santo sono molti, ma il più famoso è quello originario da uve di
Trebbiano, Malvasia e Canaiolo bianco. Le uve vengono raccolte a fine ottobre ed
appese su appropriati graticci per tre o quattro mesi. Quando gli acini sono
appassiti, vengono spremuti, questo viene conservato in piccole botti dove
fermenterà lentamente a causa del freddo invernale, solo con il caldo
dell'estate successiva si otterrà la fermentazione quasi totale. Resterà nelle
botti, ancora per 3/4 anni; poi capiterà il versamento in fusti detti
"caratelli" è qui che il vino prenderà la sua finezza.
E un tipico vino da offrire dopo il pasto, ottimo con la frutta secca, con i
dessert alla panna e soprattutto con i noti cantucci o biscottini di Prato.
Turismo a Firenze
www.weekend.firenze.it è una piccola guida turistica sui vini di Firenze.
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